Itinerari Turistici

I Faraglioni di Scopello

I Faraglioni di Scopello (35 km)

Dal piccolo borgo di Scopello, che si sviluppa attorno alla corte di un Baglio, è possibile iniziare un percorso variegato, tra la visita alla vecchia tonnara che si apre sulla vista degli splendidi faraglioni, e le botteghe di artigiani che lavorano la ceramica. La spiaggia bianca di ciotoli a Baia di Guidaloca prolunga lo sviluppo costiero, a forma di anfiteatro, del Golfo di Castellammare.
   

La Riserva naturale dello Zingaro

La Riserva naturale dello Zingaro (26 km):

Istituita in Sicilia nel maggio del 1981 si estende da Scopello a San Vito lo Capo ricca di palme nane e di volatili come: Poiane, Gheppi e Nibbi reali. La riserva risulta uno degli ambienti naturalistici più integri del Mediterraneo.

   
San Vito Lo Capo

San Vito Lo Capo (38 km):

Sulla costa nord occidentale della Sicilia, distesa e racchiusa nella baia compresa tra la Riserva Naturale dello Zingaro ad Ovest e di Monte Cofano ad Est, sorge San Vito Lo Capo, città del Cous Cous, piatto della pace e simbolo di integrazione tra popoli e culture differenti. In questo luogo, luce, profumi e sapori si fondono dando vita ad un paesaggio dai colori tipicamente mediterranei e dai fondali suggestivi: basse case bianche rivestite di buganvillea, una spiaggia dalla sabbia bianchissima che si affaccia su un mare turchese custode di tesori antichi, in un ideale abbraccio, lungo un chilometro, verso il Mediterraneo.

   
isole egadi

Le Isole Egadi:

Fanno parte del paesaggio trapanese e sono composte da Levanzo, Favignana, Marettimo e dai due isolotti di Maraone e Formica.
Tre incantevoli isole che, nella loro diversità, conservano il fascino antico del piccolo borgo di pescatori.

Levanzo, la più piccola, conserva nella Grotta del Genovese straordinari graffiti, tracce lasciate dall’uomo in età preistorica.

Favignana, l’isola maggiore, testimonia la sua attività con la “mattanza”, tradizionale pesca del tonno, ancora praticata nelle acque dell’arcipelago.

Marettimo: la più lontana, stupisce per lo straordinario colore del suo mare, ma anche per la bellezza del paesaggio selvaggio, le rocce dolomitiche, i fondali e le grotte naturali.

Potrai ammirare le meravigliose grotte marine e le splendide acque di Cala Rossa, Cala Azzurra e Cala Minnula da un' esclusiva prospettiva via mare.

   
trapani

Trapani (5 km):

La città, a forma di falce, è separata dal “mare di Tramontana” da vecchi ed imponenti bastioni.
"Torre di Ligny" che, eretta dal principe di Lignèe nel 1671, come torre di avvistamento dalle incursioni barbariche, e posta sull'estremità nord-occidentale della falce del porto, accoglie il Museo della Preistoria e del Mare esponente reperti e documenti ritrovati in provincia di Trapani.
Isole Colombaia che appaiono visibili dal caratteristico porto peschereccio della città. Intorno al XIV secolo in queste isolette venne costruito un castello la cui torre fu usata nel '400 come fortezza e successivamente adoperata come prigione.

La riserva naturale delle saline e i mulini a vento, offrono un panorama quasi unico in tutta la Sicilia. Un elegante barocco rivive nelle chiese e nei palazzi del centro storico, caratterizzato anche da suggestivi angoli espressioni di una cultura marinara, come l’artistico loggiato che ospita il mercato ittico e il quartiere dei pescatori.
Particolarmente suggestivo il Museo Pepoli famoso per la collezione di coralli, un tempo pescato nel mare trapanese.

   
erice

Gli itinerari archeologici:

Erice. Il tempio della Dea dell’amore ( 13 Km ): Ci sono luoghi in Sicilia dove il mito si
intreccia e dove l'archeologia testimonia la vita di antichi popoli e civiltà. Sulla sommità del Monte San Giuliano, in splendida posizione panoramica su Trapani, in silenzio tra le nubi, posa la città di Erice.
Fu popolata dagli Elimi che vi eressero il tempio dedicato al culto della dea della fecondità e dell'amore.
I successivi dominatori intitolarono il tempio alle loro divinità, così i Fenici, vi adorarono Tanit-Astarte, i Greci Afrodite, i Romani la Venere Ericina. Sulle rovine del Tempio sorge ancora oggi il Castello di Venere, fortificato durante la dominazione normanna, adiacente ai giardini del Balio dominati dalle torri medioevali.

   
Il tempio di Segesta

Il tempio di Segesta (30 km):

è uno dei monumenti più perfetti a noi giunti dall'Antichità, si innalza, in maestosa solitudine, su un poggio circondato da un profondo vallone incorniciato da Monte Bernardo e Monte Barbaro, sul quale si trova il teatro. Eretto nel 430 a.C., è un elegante edificio dorico dalle proporzioni di una rara armonia.

   
Selinunte

Selinunte (90km)

Le rovine degli Dei: città di origine grega, fondata nella seconda metà del VII sec è tra i parchi archeologici più importanti del Mediterraneo con la sua straordinaria raccolta di rovine.

Situata su di una spianata alta circa 30 metri s.l.m., Selinunte prende il nome dal Selinon , il prezzemolo selvatico. Venne fondata da coloni di Megara Hyblaea guidati dall' ecista Pammilos, nel VII secolo a.C. Immigrazioni successive di coloni megaresi sicelioti si ebbero sia negli ultimi decenni del VII sia per tutto il VI secolo fino agli inizi del V. Selinunte tentò di fondare delle colonie nella Sicilia occidentale (Eraclea Minoa).

Quando, all'inizio del V secolo divampò la guerra fra Greci di Sicilia e Cartaginesi, che si concluse con la battaglia di Himera nel 480, Selinunte, stranamente, preferì allearsi con Cartagine.
Ebbe numerosi e forti contrasti con Segesta fino al 409, anno della sua distruzione avvenuta proprio ad opera dei Cartaginesi.